Dottoressa Maria Rosaria Conte

//Dottoressa Maria Rosaria Conte
Dottoressa Maria Rosaria Conte2019-01-17T16:06:38+02:00
DOTT.SSA MARIA ROSARIA CONTE
DOTT.SSA MARIA ROSARIA CONTEPsicologa ad orientamento cognitivo comportamentale

Dottoressa Maria Rosaria Conte

Psicologa ad orientamento cognitivo comportamentale

Sin da bambina, nella mia cameretta, amavo disporre i miei peluche come se fossero in un’aula di scuola, posizionavo davanti a loro un pezzo di carta e una penna per dargli la possibilità di prendere appunti e poi mi ponevo davanti a loro per sottoporli ad infiniti monologhi in cui blateravo qualcosa; a quei tempi andavo all’asilo! La scuola primaria e secondaria di primo grado furono caratterizzate dallo stesso sogno nel cassetto.

All’età di 17 anni mi sottoposi ad un intervento chirurgico con anestesia generale e, come a volte accade a seguito di un’anestesia, ebbi il primo attacco di panico proprio in uno dei luoghi in cui sognavo il mio futuro: a scuola.

A quei tempi non avevo gli strumenti per capire cosa stesse accadendo al mio corpo ed alla mia mente in quel momento né potevo sapere che stavo vivendo il primo attacco di panico e, nella realtà dei fatti, in quel preciso momento mi preoccupava molto di più un altro pensiero: “oddio, sto per morire”. Sentivo i miei compagni di classe pronunciare il mio nome, sentivo le loro voci lontane come se fossero ovattate e nonostante le percepissi non riuscivo a rispondere in nessun modo.

Quello che per me durò un tempo inquantificabile per gli altri probabilmente durò circa un quarto d’ora. Ciò che seguì forse fu pure peggio dell’attacco di panico in sé. La mia mente iniziò a creare un legame indissolubile tra la scuola e la certezza (sul momento non era una possibilità) di altri attacchi di panico e così inizio l’ansia che arrivasse l’ansia.

Mi piacerebbe incontrarti e vedere se posso esserti d’aiuto.

Da quel momento arrivarono altri attacchi di panico e durarono per i sei mesi successivi all’intervento.

Quegli eventi mi portarono a conoscere tante persone che mi aiutarono a leggere e studiare tanto sull’ansia. Più leggevo, più capivo e più mi appassionavo finché non iniziai il percorso universitario in psicologia. Pian piano iniziai a vedere sempre più pazienti che sperimentavano quello che avevo provato sulla mia pelle.

Da quel primo incontro con l’ansia sono passati tanti anni ormai ed oggi posso dire che quando passa a trovarmi (eh si, vivere senza ansia è impossibile) la accolgo e la saluto. L’ansia, la mia vecchia amica che oggi so riconoscere e gestire.

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