“Chi ha studiato si riconosce subito”

Questa frase riassume un pensiero quasi unanimemente condiviso tra chi lavora nell’ambito dell’istruzione e, in molti casi, anche da chi non fa parte di quel mondo.

La logica di fondo è ineccepibile: se un alunno ha studiato bene dovrebbe essere in grado di farsi interrogare senza particolari problemi, sperimentando quel giusto livello di ansia funzionale allo svolgimento di una performance sufficiente.

Paura delle interrogazioni per i bambiniTuttavia “mio figlio non riesce a farsi interrogare” è una frase che molto comunemente si sente in contesti di consulenza psicologica e descrive una situazione tutt’altro che rara.

Tuo figlio ha studiato, l’hai visto con i tuoi occhi (in alcuni casi l’hai anche sentito ripetere ad alta voce) eppure l’indomani non riesce ad andare a scuola per i forti dolori di stomaco, oppure durante l’interrogazione non riesce a far emergere l’impegno adottato nel prepararsi, o peggio, durante l’interrogazione fugge dall’aula in preda ad un implacabile attacco d’ansia o di panico.

I disturbi d’ansia sono le difficoltà più diffuse in assoluto nel panorama moderno. Ne soffre, a diversi livelli di gravità, 1 italiano su 20 (fonte Istituto Superiore Sanità) ovvero almeno un alunno per classe.

Più grave dell’incidenza della difficoltà, però, è la negligenza con la quale viene affrontata e, spesso ignorata. Confondendo i sintomi della strutturazione di un disturbo d’ansia per semplice “ansia da prestazione”.

Il trattamento di una difficoltà di tipo ansioso, con le terapie brevi, risulta essere concluso nell’arco di 10 sedute e si vedono significativi miglioramenti già dopo 3 sedute senza l’uso di farmaci (fonte CTS). La soluzione migliore, pertanto, appare quella di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che segua questa metodologia lavorativa.

Tuttavia, in alcuni casi, il problema non è ancora così strutturato ed è possibile risolverlo mediante alcune strategie utilizzabili anche a casa. Vediamone due tra le più efficaci:

  • Meditazione e tecniche di rilassamento

Le forme di rilassamento godono, da anni, di ampio consenso in ambito terapeutico per il fatto che permettono a chiunque di utilizzarle comodamente dal proprio divano. Imparare le basi necessarie per praticare è molto semplice: sono stati scritti innumerevoli libri sull’argomento. Esistono video e risorse gratuite online o, eventualmente, puoi rivolgerti ad uno psicologo che le utilizza nella sua pratica lavorativa per farti addestrare all’utilizzo in casa delle tecniche più diffuse.

  • Immaginare i peggiori scenari possibili

Il tentativo di scacciare la paura, cercando di non pensarci o ripetendosi mentalmente che andrà tutto bene, usualmente non fa altro che confermarci la gravità della situazione che andremo ad affrontare, incrementando i nostri livelli di ansia. È così che nascono, in molti casi, gli attacchi di panico. Un comodo metodo utilizzabile a casa è quello di scardinare questo meccanismo mettendo in atto il comportamento opposto: immagina tutto il peggio che potrebbe succedere!
Tu sei lì, in piedi, davanti l’insegnante e… con la fantasia cerca di immaginare tutti i peggiori scenari che potrebbero verificarsi. Potrà sembrarti strano, ma proprio cercare di richiamare volontariamente le tue peggiori paure… le renderà neutre!

Attenzione: se vuoi mettere in atto questa strategia (o vuoi suggerirla a tuo figlio che non riesce ad affrontare l’esame) è importante tenere a mente che va fatta a casa, in un contesto silenzioso e tranquillo, non in classe mezz’ora prima dell’ingresso dell’insegnante.

paura delle interrogazioni bambiniQueste due strategie sono le più efficaci tra i migliori rimedi “domestici” all’ansia ed alla paura quando si tratta di affrontare un esame (e non solo). Se non dovessero funzionare a dovere o non facessero al caso tuo non disperare. Esistono modalità di lavoro ancora più efficaci e strutturate all’interno di percorsi terapeutici brevi che, in poche sedute, possono già ridurre notevolmente il problema se non risolverlo del tutto.

E tu, conoscevi o hai già applicato queste tecniche? Che riscontri hai avuto? Lasciaci un commento per condividere la tua esperienza.

Dr. Marco Catania